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ANGOLATURA: POLITICA
ISTRIA: RIFLESSIONI SOCIO-CULTURALI

Loredana Bogliun - Debeljuh

 

La presentazione anche sommaria, di una realtà complessa e variegata come quella istriana necessita di un approccio che oltre ad essere di preambolo, non può sfuggire la valenza interpretativa. Si tratta di affrontare quella specifica problematica regionale che si presenta sotto il suo aspetto di fenomeno culturale globale. Ne sono investite di rimando tutte le sue dimensioni più caraterizzanti, sia a livello culturale che storico-sociale. Ne può derivare una caraterizzazione delle genti istriane, ossia il taglio socio-culturale che gli abitanti di questo territorio imprimono all'intera società istriana.

L'Istria va conosciuta e capita come una terra legata alla magia di un'essenza rimasta antica, ancorata allo spirito della sua gente dispersa con l'esodo e che ha visto spopolarsi i vari nuclei storici delle cittadine e dei paesotti di campagna. La regione ne sembra fatalmente segnata, quasi sconvolta da un inclemente susseguirsi di eventi storici che fanno mutare bruscamente i destini della gente. Ne scuote, altresì, il paesaggio, lo sviluppo urbano e le abitudini di vita, mentre affina l'attitudine a percorrere, presentare e vivere l'Istria come terra incerta e imprendibile.

Con queste prerogative, l'Istria assume i connotati di una terra inesplorata e da scoprire passo dopo passo, erede di un passato di cui si fa testimone l'odierno patrimonio culturale. Gli itinerari archittetonice-ambientali sono particolarmente affascinanti per le diversità paesaggistiche delle singole aree geografiche e per le brevissime distanze tra le realtà di mare, collina e pianura. L'ambiente è ancora incontaminato e conserva un fascino arcano, da cui trapelano le potenzialità di un rinnovato e ritrovato rapporto tra uomo e natura. La realtà istriana andrebbe vissuta e conosciuta come area intermedia, che a livello storico e antropico-geografico si presenta come una terra di transizione. Ne traiamo conferma analizzando la penisola da un punto di vista fisico, climatico, biogeografico o più propriamente antropico. Dal punto di vista storico-culturale rappresenta uno specifico punto d'incontro tra popoli e civiltà diverse. Trattasi specificamente del confronto tra civiltià italica e slava.

La specificità dell'Istria è di possedere un doppio tipo di popolamento, urbano e rurale, abbinato alle particolarità geografiche delle singole zone. I centri urbani sono disseminati lungo la costa, mentre quelli rurali all'interno. Anche a livello geografico è distinguibile la fascia costiera caratterizzata dal clima mediterraneo e la zona interna montuosa con un clima più aspro. Questa divisione sommaria dell'Istria, ripercorre la stessa dicotomia a livello di carattere etnico del territorio, con i dovuti ridimensionamenti demografici del dopo-esodo.

La singolarità del carattere etnico del tertitorio istriano si lega al connotato di civiltà italica nei centri urbani della costa e dell'interno, e di civiltà slava nei centri rurali dell'interno. Il connotato dell'interculturalismo istriano derivante dall'incontro tra le genti italiche e slave, non sta tanto nella diversificazione linguistica dei due mondi, quanto nell'incontro tra mondo della città e mondo dei villaggi. Il tutto all'interno di un ambiente archittetonico e dall'aspetto topografico che ripercorre le forme e i caratteri della civiltà veneta.

Le ragioni del connotato plurietnico della regione istriana vanno ricercate nelle vicissitudini storiche plurisecolari della penisola. L'Istria è oggi una realtà delineatasi come regione pluricultarale e plurilingue. Il carattere etnico istriano è espressione della complessa eredità culturale della popolazione autoctona istriana, che a grandi linee fa riferimento alle culture istro-slava e istro-veneta del territorio. Eredità culturale che rappresenta l' espressione articolata di più culture locali, essenzialmente dialettofone e poste oggi ai margini geo-politici degli stati nazionali di Croazia, Slovenia e Italia. Vi si parlano tre lingue standard - il croato, lo sloveno e l'italiano - alle quali si contrappongono in maniera complementare i rispettivi idiomi dialetti. Tale peculiarità fa assumere alla penisola istriana una particolarissima configurazione linguistica. Configurazione che a sua volta attribuisce un peso specifico alla pregnanza delle culture locali. Se nel più ampio contesto internazionale, all'Istria si può guardare nel suo insieme come ad una realtà che esprime una specifica policultura regionale, nel microcosmo locale, invece, va capito l'intreccio delle dimensioni culturali delle singole realtà microregionali, identificabili soprattutto nelle variazioni linguistiche dialettali.

II modesto sviluppo demografico e archittetonico, verificatosi in Istria nella seconda metà del XX secolo, non ha assolutamente stravolto le vecchie logiche d'insediamento urbano e rurale. I nuclei storici delle antiche cittadine della costa e di qualche centro dell'interno hanno visto evolvere una nuova struttura urbana periferica che ha portato all'inurbamento di popolazioni provenienti dall'intero territorio ex-jugoslavo. Con l'esodo del secondo dopoguerra, inoltre, i centri cittadini si sono svuotati quasi completamente della popolazione italiana originaria, e si sono create così le condizioni per uno specifico processo d'inurbamento con popolazioni slave provenienti dalla campagna istriana o, appunto, da altre aree geografiche ex-jugoslave. Lo scombussolamento degli equilibri etnici in regione e la perdita della continuità storica nei processi evolutivi della società istriana, hanno prodotto i fenomeni della deteritorializzazione, deruralizzazione e deculturalizzazione dell' Istria. Per questi motivi, nonostante gli ultimi flussi immigratori e una certa espansione urbana, l' Istria non ha sostanzialmente mutato la densità media della sua popolazione che si aggira sugli ottantacinque abitanti cca per kmq. L'addensamento è maggiore lungo la fascia costiera. I valori minimi si riscontrano nelle aree dell'Istria interna, dove alcuni centri sono rimasti quasi completamente disabitati e permangono villaggi fantasma, a conferma della forza devastante esercitata dai grossi mutamenti nella vita sociale, economica, politica e culturale del secondo dopoguerra.

La non avvenuta espansione demografica, assommata alla problematica d'inserimento degli immigrati allogeni nel funzionamento della società istriana, hanno prodotto in regione una particolarissima situazione da dopo-esodo, insita nel vissuto particolare di una terra che è di frontiera, ma che sinora - in epoche recenti - è stata trattata alla stessa stregua di un'area coloniale al servizio degli interessi strategici dei governanti. Cinque sono gli stati che si sono susseguiti nell'amministrazione del territorio soltanto durante il XX secolo, e precisamnete l' Austria-Ungheria, l'Italia, la Jugaslavia, la Croazia e la Slovenia. La costante dello spostamento dei contini statali caratterizza l' Istria come regione di frontiera che è riuscita, però, a preservare il suo carattere pluriculturale e plurietnico. Oggi è divisa in tre stati: I'area centro-meridionale con le isole di Cherso e Lussino si trova in Croazia, mentre quella nordoccidentale si trova con una parte in Slovenia ed una parte minore in Italia.

L' intrinseco atteggiamento di rifiuto delle logiche dell'ex regime totalitario, da parte della popolazione istriana, nonché la sostanziale attesa della caduta del regime comunista, hanno favorito in Istria il mantenimento del suo connotato etnico regionale, preservandone il suo carattere plurilingue e pluriculturale. Oggi risultano mantenute le valenze cuiturali dell' autoctonia etnica. L' autoctonia, insita nel concetto di istrianità, esprime il senso dell' appartenenza della popolazione plurietnica istriana ad un territorio con un destino storico condiviso e comune. In questa ottica vanno anche ridefinite le valenze del nuovo equilibrio etnico. In sostanza va capito il nuovo ruolo e la nuova posizione sociale acquisiti dalla comunità italiana. Gli italiani, col passaggio dell'area istro-quarnerina ad amministrazione jugoslava, cambiano alcune loro caratteristiche a livello di status sociale: la cittadinanza da italiana diventa jugoslava, da componente maggioritaria nei precedenti confini statali si trasforma in minoranza senza competenze nella gestione politica ed economica del paese. Gli ultimi mutamenti in ordine di tempo si riferiscono all'acquisizione della cittadinanza croata, rispettivarnente slovena, in seguito alla dissoluzione dell'ex Jugoslavia.

La creazione dei due nuovi stati nazionali di Croazia e Slovenia porta, analogamente, le popolazioni croate e slovene dell'Istria a trasformarsi in popalazione maggioritaria all'interno dei nuovi confini statali con tutte le implicazioni annesse e connesse ai processi d'identificazione etnica. La caratterizzazione etnica dell'ishianà permane, però, in tutta la sua valenza plurilingue, pluriculurale e plurietnica. A livello di autoctonia plurietnica essa defnisce il connotato etnico del territotio ed esprime i valori dell'identitià etnica regionale. Ad essa è implicita l'acquisizione della coscienza di appartenenza regionale, nonostante l'esistenza delle divisioni politico-amministrative dell'Istria.

Le evoluzioni della nuova era tecnologica, il processo d'integrazione europea, nonché l'esigenza di consolidamento dei nuovi processi democratici, vedono gli istriani protesi all'affermazione della convivenza interetnica quale valore comnuntario raggiunto dalle ultime evoluzioni storiche della civiltà istriana. Ne rende testimonianza l'andamento della vita politica dell'ultimo decennio a livello istriano, dove predomina l'opzione politica regionalista che afferma l'esigenza del rispetto delle peculiartià plurietniche dell'Istria, come pure l'esigenza della gestione autonoma degli interessi locali, in cantrapposizione al fenomeno di spiccata centralizzazione dello Stato. L'Istria è oggi protesa al processo d'integrazione europea, in un'Europa delle regioni che affermi il concetto delle identità culturali regionali. A questa Europa, l'Istria è in grado di portare un discorso maturo e consapevole, capace di porsi a modello di una società provata e toccata dagli odi nazonali, ma che ha saputo trovare la sua strada nell'affermazione dei valori della convivenza interetnica.

La nuova sfida del futuro più prossimo è proprio quella legata al superamento delle barriere confinarie che dividono il corpus plurietnico istriano all'interno dei tre stati nazionali. Con l'intertto di superare i confini ed affermare il senso distintivo della propria storia di gruppo, gli istriani prospettano e stanno realizzando la costituzione dell' Euroregione Istria, quale garanzia di tutela dell'identità regionale, che nella sua specifica dimensione di collaborazione transfrontaliera agevolerà anche i processi di sviluppo economico e culturale.

 

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