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"Godci go'jo prav na glas"

26.10.2006 - 15.09.2007




L'esposizione del Museo regionale di Capodistria "L'ALLEGRA MUSICA DEI GUNJCI (ARCHI)" elabora tematicamente gli strumenti e l'espressione musicale popolare nell'Istria settentrionale, la Ciceria, Brkin e Ilirska Bistrica.

Già dalla fine del Medio evo, è significativo il costante nesso culturale dell'Istria con Venezia e l'Europa centrale, in particolare la Carniola e la Furlania, ma anche con l'Austria, la Republica Ceca e addirittura la Polonia.

Le prime testimonianze che si riferiscono agli strumenti musicali istriani risalgono al XVII secolo (G. F. Tommasini); Radoslav Hrovatin possiede i dati soltanto per l'Istria slovena, la parte slovena della Ciceria e Brkin. Sappiamo per certo che in questo periodo (gli anni Cinquanta del XX secolo) apparvero le prime registrazioni musicali che purtroppo sono state perse. Verso la fine degli anni Settanta dello scorso secolo, si risveglia l'interesse per la musica popolare dell'Istria settentrionale, grazie a Dario Marušić e Robert Starec. Oggi del patrimonio musicale popolare dell'Istria settentrionale, della Ciceria e della zona di Brkin e Bistrica, si occupano Rožana Koštial, Marino Kranjac, Rožana Špeh, Romeo Volk ed Emil Zonta.

La ricerca della musica popolare ha, anche se con un grosso ritardo, allargato di molto la comprensione dei cosiddetti "aggeggi musicali". Gli strumenti popolari si differenziano dagli altri strumenti per vari criteri, fra i quali quello che più cattura l'attenzione è proprio la loro funzione storica e socio-culturale. Così può trasformarsi in strumento musicale ogni oggetto che serviva per suonare la musica tradizionale in situazioni che rientravano nel contesto delle usanze popolari, ma allo stesso modo anche gli oggetti ai quali l'uso popolare assegna la funzione di strumento musicale (la mestola, il coperchio, il recipiente di vetro, le foglie, gli alberi, la corteccia e altro). Per quel che concerne l'argomento che stiamo presentando, possiamo dire di essere appena agli inizi della ricerca. Quest'esposizione, nel suo contesto locale, è la prima di questo genere; ciò non significa che ci sia un'elaborazione documentaristica completa degli strumenti popolari di questo territorio, ma rappresenta soltanto l'inizio della scoperta e della presentazione di vari strumenti popolari, molti dei quali si trovano in collezioni private, mentre altri sono stati fabbricati appositamente per quest'esposizione. Perciò essa non ha un significato soltanto organologico, ma l'obiettivo principale è d'illustrare innanzitutto gli strumenti del microcosmo multiculturale della nostra regione, e con ciò siano lo stimolo per una ricerca ulteriore di questa tematica.


Autori dell'esposizione:

Vlasta Beltram, Zvona Ciglič, Marino Kranjac, Dario Marušič, Romeo Volk, Emil Zonta